Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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in Previdenza - Professione

CANCELLARE INARCASSA? COSA SI NASCONDE DIETRO QUESTO PROGETTO?

Inarcassa non ha mai goduto di particolare simpatia da parte dei professionisti, soprattutto negli ultimi tempi, dopo la Riforma Fornero 2012, quando da un momento all’altro gli architetti ed ingegneri italiani liberi professionisti si sono visti un aumento del contributo minimo di circa il 30% e poi, piano piano, si sono accorti che il passaggio al sistema contributivo dal vecchio e caro retributivo comportava, a parità di versamenti, una riduzione significativa della pensione. Certamente un passaggio così netto in piena crisi del comparto edilizio ha generato malumori ma, come ho più volte affermato, non si poteva andare avanti così.

Questi malumori hanno generato anche gruppi di pensiero ed associazioni che in questi ultimi anni si stanno battendo per la chiusura di Inarcassa. Negli ultimi tempi inoltre pare che anche i nostri onorevoli del PD e del Movimento 5 Stelle stiano lavorando in commissione lavoro ella Camera proprio in questa direzione

Improvvisamente Inarcassa è diventato il capro espiatorio dei mali della professione. Io stesso ho più volte sottolineato delle criticità del nostro ente previdenziale, ma chiudere Inarcassa è davvero la soluzione?

Per rispondere in modo esaustivo a questa domanda dobbiamo in primis fotografare l’attuale situazione per poi confrontarla con un possibile scenario.

In primis dobbiamo subito chiarire un primo punto: la previdenza è una copertura obbligatoria sancita dall’articolo 38 della Costituzione e si definisce previdenza di primo pilastro che nasce per supplire alla miopia a lungo termine del lavoratore il quale, arrivato il momento in cui non è più in grado di poter lavorare, potrà contare su un fondo necessario al sostentamento che ha accumulato durante il periodo lavorativo.

Se vogliamo fare un ragionamento logico e calato nella realtà dobbiamo partire quindi dal presupposto che non possiamo scegliere di non avere una previdenza. Quindi se vogliamo fare polemica da bar sport possiamo anche sposare questa ipotesi, se invece vogliamo costruire una ragionamento serio strutturato e realistico non possiamo prescindere da questo punto fermo.  Va anche ricordato che gli enti previdenziali oltre a garantire una pensione svolgono anche un servizio di assistenza: malattia, infortuni ecc… D’altronde pensare di tornare indietro di oltre un secolo quando non esistevano garanzie sul futuro dei lavoratori è certamente una posizione distruttiva e pericolosa.

LO STATO ATTUALE

Attualmente i liberi professionisti architetti ed ingegneri versano per la previdenza ad Inarcassa che è una casa privata controllata dai ministeri e gestita da un comitato nazionale costituito da architetti ed ingegneri delegati dai propri colleghi. Inarcassa inoltre, a differenza dell’INPS, per legge deve essere autonoma ed avere i conti in ordine enon può in nessun modo da non pesare sul bilancio dello stato. Ogni anno gli architetti ed ingegneri italiani versano ad Inarcassa il 14,5% dei loro utili (contributo soggettivo) + un ulteriore 4% (contributo integrativo) a carico della committenza del quale solo una parte, che varia dal 25% al 50%, si va a sommare al 14,5% versato dal professionista per andare a costituire il proprio montante contributivo che altro non sarebbe che il nostro risparmio che poi ci riprenderemo sotto forma di pensione quando non lavoreremo più. Infine c’è una quota fissa annuale di maternità di poche decine di euro l’anno.

C’è da specificare che esiste un contributo minimo che, a prescindere dagli utili, va comunque versato e che complessivamente ammonta a circa 3000€ l’anno. Il concetto di contributo minimo nasce dall’esigenza di garantire una pensione minima, diversamente, se non ci fosse, verremmo meno all’obbligo costituzionale di pensione del primo pilastro. Senza entrare nel merito ma per completare il quadro, va ricordato che esistono poi delle agevolazioni e degli strumenti come la deroga al contributo minimo. Esiste anche un massimale, ovvero un limite oltre il quale non si versa più che attualmente in Inarcassa è pari a 121.600€.

Per maturare il diritto alla pensione nel 2015 occorre avere 65 anni e 6 mesi di età e 31 anni di iscrizione e contribuzione. Si può andare in pensione anticipata, due anni prima se si hanno maturati già i diritti di anzianità (31 anni di contribuzione) ma con un decurtamento dell’8,36%. Se non si raggiungono i requisiti, in ogni caso, a 70 anni si riceve una pensione calcolata col metodo contributivo sui contributi versati. I pensionati Inarcassa e non, se rimangono detentori di partita iva ed iscritti all’Ordine possono inoltre continuare a lavorare avendo il privilegio di un contributo minimo ridotto del 50% e vedendo ogni 5 anni di lavoro da pensionati il diritto alla corresponsione dei contributi versati e con un aumento quindi della pensione.

Infine va valutato quanto rendono i nostri contributi. Infatti nel calcolo contributivo un fattore fondamentale è il tasso di capitalizzazione ovvero la percentuale di interesse con cui i nostri contributi si rivalutano negli anni. Avere un tasso di capitalizzazione del 4,5% come quello approvato dal CND Inarcassa per gli anni 2015 e 2015 (in corso di approvazione da parte dei ministeri vigilanti) se mantenuto costante nel tempo, garantirebbe un significativo aumento della pensione.

LO SCENARIO POSSIBILE POST INARCASSA

Un punto certo è che con la chiusura di Inarcassa gli ingegneri ed architetti italiani dovrebbero versare i loro contributi all’INPS.

Una possibilità concreta potrebbe essere quella descritta dal  disegno di legge del PD: http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0020880&back_to=http%3A%2F%2Fwww.camera.it%2Fleg17%2F126%3Ftab%3D2-e-leg%3D17-e-idDocumento%3D2100-e-sede%3D-e-tipo%3D

In pratica avremo tutti il trattamento che hanno oggi coloro i quali sono in Gestione separata INPS, ovvero i dipendenti pubblici e privati che svolgono attività professionale oltre il lavoro da dipendenti. Questi colleghi versano un contributo pari 27,72% dei loro utili all’INPS oltre al 4% in fattura pagato dai committenti che però non va in alcun modo ad incidere al montante contributivo.

IN CONCLUSIONE

La prima differenza lampante è quindi quella che da un giorno all’altro vedremo raddoppiare i nostri contributi: dall’attuale 14,5% ad un 27,72%. Facendo un rapido calcolo il contributo minimo passerebbe dagli attuali 3000€ a 4’309,91€. Per altro questa percentuale è destinata nei prossimi anni a salire in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 203, della Legge di Stabilità 2016: l’anno prossimo scatterà un aumento di due punti, portando quindi il prelievo contributivo al 29,72%, e nel 2018 scatta l’equiparazione con i collaboratori senza partita IVA, con aliquota al 33,72%. Siamo ancora certi che sia così conveniente invocare la chiusura di Inarcassa?

La seconda differenza è meno visibile ma più pericolosa. La domanda che dovremmo porci è: quanto si rivalutano i contributi INPS? Tanto per la cronaca il tasso di capitalizzazione dell’INPS negli ultimi anni ha portato addirittura alla svalutazione dei contributi essendo addirittura negativo. La rivalutazione reale dei contributi versati in INPS è stata del -0,5% nel 2011 del -2,1% nel 2012 e del -2% nel 2013. Inarcassa, a prescindere dal PIL garantisce sempre un tasso minimo di capitalizzazione dell’1,5%.

La realtà purtroppo non è mai come appare, i facili populismi che incitano a chiudere la nostra cassa previdenziale sono pericolosi e prestano il fianco ad operazioni politiche per tentare di mettere le mani sul patrimonio accumulato dalle casse private che nel complesso arriva a decine di miliardi di euro.

Purtroppo il male di questo periodo non è Inarcassa, magari lo fosse perchè si farebbe subito a cancellarla. Il vero male è una crisi del comparto edilizio senza precedenti che ci ha portato a smettere di credere nel futuro.

Quando si guarda solo all’oggi si smette di credere ad un futuro.  Pensare alla previdenza vuol dire progettare un futuro sereno a costo di fare altri sacrifici in questo presente. Guardiamo avanti, non lasciamoci rubare il nostro futuro.

3 Comments

  1. Ma un professionista ,che di certo non per colpa propria,incassa se go va bene oggi circa 6mila euro, non sa come è quando durante l’anno, può versare il 50% a Inarcassa. Da sottolineare che i 6 mila euro devi sostenere lo studio anche se ormai all’osso ,deve magari mangiare con la propria famiglia.cosa mi dici.. cosa proponi…io non molo…certo molo loro ed altri….

  2. Se si passa come si dice ad un gestore come l’INPS. forse potrei aprire più attività considerando che sto versando i contributi richiesti, posso aprire un impresa edile,posso aprire un attività e_comerce per la vendita dei miei prodotti…sono tante attività collegate alla mia iscrizione. Con inarcassa tutto questo non è possibile……

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