Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

Foto

in Politica e Territorio

CONTRADDIZIONI E COMPLESSITA’ NELLA POLITICA ITALIANA

Ho preso in prestito il titolo di un noto saggio critico da Robert Venturi, Pritzker nel 1991, con cui condivido le radici abruzzesi. Nel suo manifesto l’architetto postmodernista parte dall’assunto che la contraddizione, anche nell’architettura, vista l’impossibilità di arrivare ad una visione unica, è una condizione imprescindibile.

venturi

Perfino nella logica classica, il principio di non-contraddizione ormai è un assunto superato. Già Aristotele in Analitici Primi afferma che alcuni sillogismi con premesse contraddittorie possono essere validi. Ma è Wittgenstein, nella seconda fase del suo pensiero in osservazioni sui fondamenti della matematica, pur senza mai sviluppare una compiuta teoria formale, che affronta più volte questo tema e con le sue intuizioni prepara la strada a quella che negli anni settanta viene definita logica paraconsistente dove l’eccezione al principio di non contraddizione non condanna a dichiarare l’assurdità di un enunciato.

Se ci spostiamo nel campo della politica possiamo immaginarci quale portata possano assumere queste premesse. E’ proprio in questo ambito che non esistono regole, e la logica paraconsistente assume un ruolo di primo piano. I politici, con i loro enunciati, ritenendosi custodi di verità assolute, non fanno altro che contraddire assunti e definizioni solcando nuovi orizzonti della logica. Sono proprio loro i custodi del sapere che, nell’esercizio propagandistico, sembrano superare ogni incertezza e fanno della contraddizione il nuovo paradigma.
E così abbiamo il principale rappresentante del centro destra, Silvio Berlusconi, premier in pectore ma non elegibile, che forte della logica paraconsistente fa la sua campagna elettorale incentrandola proprio su questa enorme contraddizione mentre noi comuni mortali, popolo di elettori, fermi alla paleolitica logica del principio di non contraddizione, non osiamo, nella nostra ignoranza, contestare questa posizione.

GIORGIA-MELONI
Naturalmente nello schieramento del super Silvio nazionale anche gli altri leader non sono da meno a Wittgenstein e senza voler stupire con effetti speciali quali il teorema di Gödel o le teorie di Stanisław e Jaśkowski, attraverso esempi comprensibili all’italiano medio e forti dei loro CV, attaccano il candidato Premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. E come non darlgi torto, loro che, nella modestia evitano di sbandierare i loro titoli. Sarebbe fin troppo facile vincere le elezioni se Giorgia Meloni, paladina della famiglia scrivesse sul curriculum di aver fatto la baby sitter perfino in casa Fiorello e Matteo Salvini con le sue competenze in logistica da pony express potesse fornire la sua esperienza per rispedire i clandestini nelle coste africane.

1516788197_voto-scienza-pd
Il Partito Democratico invece adotta una strategia sofisticata e negli slogan scrive a caratteri cubitali e senza mezzi termini : vota la scienza. Nessun giro di parole, un’affermazione quasi intimidatoria verso il popolo. Sappiamo quanto la sinistra italiana negli ultimi tempi tenga alla sua anima radical chic. I salotti dell’aristocrazia intellettuale romana sono la prima palestra dove discutere e confrontarsi per trovare soluzioni del proletariato e delle classi più povere. Per comprendere bene i bisogni del popolo servono politici aristocratici, di casati nobiliari ed in questa prospettiva che non esiste uomo migliore di Paolo Gentiloni, discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, nobili di Filottrano, Cingoli e Macerata, discendente di Vincenzo Ottorino Gentiloni, che nei primi del Novecento segnò l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana. Ma in politica non bisogna mai esagerare e se la teoria del centro destra sembra essere efficace, bisogna assolutamente emularla. Ma a volte gli allievi superano i maestri e così la logica della contraddizione si sublima. Così Matteo Renzi, attacca duramente anche lui Di Maio, forte del suo curriculum dove, escludendo il fatto di aver lavorato per mamma e papà, la principale attività è quella di aver ricoperto il ruolo di capo boy scout provinciale. Molto meglio di Walver Veltroni diplomato ma con padre dirigente Rai e madre figlia dell’ambasciatore del regno di Jugoslavia presso la Santa Sede: quell’equilibro social-radical che, come in Gentiloni, fa l’occhiolino alla chiesa.

fedeli

Purtroppo per il PD però la perla se la sono giocata proprio nell’ultima legislatura con Valeria Fedeli, la quale, senza aver mai nemmeno sostenuto la maturità, ha ricoperto il ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione. E’ lei la vincitrice morale di questa classe politica, cosi complessa e piena di contraddizioni che mai nessuno avrebbe immaginato qualche decennio fa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *