Ecco perchè gli architetti romani dovrebbero votare Virginia Raggi al ballottaggio – Diario Quotidiano
 
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Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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Ecco perchè gli architetti romani dovrebbero votare Virginia Raggi al ballottaggio

In questo periodo storico stiamo assistendo alla fine delle ideologie. Usurate, mortificate, strumentalizzate, le ideologie non vanno più di moda. Il pensiero è sempre più liquido, spesso emotivo, ci trascina, ci travolge. I segnali di questa fine partono dal post tangentopoli, Berlusconi lo ha capito per primo fondando un partito-brand che seppure di un’area politica, aveva poco di ideologico e puntava la sua identità su altri fattori quali ad esempio la personificazione dell’uomo partito. La sinistra lo ha capito molto tardi e, pur cambiando nome e logo ad ogni elezione politica è riuscita ad imitare Forza Italia solo ora con l’attuale Renzi. Siamo giunti ad un paradosso tale che i neo partiti, invece di cercare di persuadere i cittadini hanno cercato di inseguire le emotività del momento cambiando pelle, cercando di cambiare loro piuttosto che convincere, solo per cercare di inseguire un maggiore  consenso.

La fine delle ideologie ha portato i nuovi partiti ad assomigliarsi tutti tra loro per cui nel corso degli anni sono andati a scomparire i serbatoi di voti degli zoccoli duri verso una percentuale sempre maggiore di cittadini che, come dice Renzi, fanno zapping. Esatto, l’immagine inquitante che con tanta leggerezza evoca il nostro premier identificando i cittadini in elettori-telespettatori è preoccupante. La soluzione del problema sembra venire proprio dal fatto che col tempo si è capito che pur “cambiando canale” i programmi sono sempre gli stessi.

Questo clima di sconforto e, contestualmente, di diffusa illegalità, ha prodotto indignazione e, di conseguenza, la crescita esponenziale da una parte dell’astensionismo e dall’altra dei movimenti di contestazione. Il Movimento 5 Stelle inesorabilmente ha conquistato un consenso inimmaginabile fino a qualche tempo fa.

Oggi a Roma ci troviamo ad un ballottaggio tra Virginia Raggi  del M5S e Roberto Giachetti del PD. Tra loro un divario tale che da quasi per scontato la vittoria della Raggi. Ma nelle competizioni elettorali può accadere di tutto per cui anche 130’000 voti di differenza non garantiscono  ugualmente un risultato certo.

Ma cosa c’entra tutto questo discorso con gli architetti? C’entra perchè proprio oggi su La Stampa sono usciti i primi nomi degli assessori, tra questi sembra che, in caso di vittoria del M5S, il ruolo di assessore all’urbanistica sarà affidato a Paolo Berdini.

In passato ho sempre seguito con molto interesse il blog di Paolo Berdini, urbanista di grande spessore e soprattutto di un’etica fuori dal comune.

Chi ama l’architettura ama il paesaggio e per questo noi architetti per costruire città sostenibili ed a misura d’uomo dovremmo per primi essere garanti del territorio. Berdini ha sempre avuto un atteggiamento etico all’urbanistica, lontano dai principi speculativi non ha esitato a denunciare gli scempi delle periferie romane nate dal nulla senza identità, senza servizi, utili solo alla crescita del profitto di grandi gruppi di potere. Berdini, sempre fuori dal coro, ha denunciato pubblicamente la scelta scellerata di creare Roma Capitale, un escamotage che ha permesso di ripartire senza debiti per poterne quindi accumulare di nuovi, e quindi, di continuare ad affondare economicamente le casse della capitale.

Berdini è prima di tutto un uomo perbene, condizione necessaria ma non sufficiente per rivestire questo ruolo. La sufficienza, anzi l’eccellenza è il suo pensiero, una visione urbanistica che rimette al centro il cittadino, che quarda alla sostenibilità economica ed ambientale. Per questo ogni buon architetto romano, a prescindere dalle proprie ideologie, dovrebbe andare a votare per Virginia Raggi. Un voto che no ha un significato politico ma di merito. Le ideologie saranno pure scomparse mai valori rimangono. I valori non hanno partito politico, non sono di destra nè di sinistra, i valori sono universali e coloro i quali possono essere visti come garanti dei valori devono meritare la nostra fiducia.

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