Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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in Previdenza - Professione

I CREDITI FORMATIVI ED IL COMBINATO DISPOSTO TRA SANZIONI DISCIPLINARI ED ASSISTENZA PREVIDENZIALE

dirittoallavoro

In queste settimane abbiamo sentito più volte il termine combinato disposto relativamente al tema del referendum costituzionale e la riforma elettorale con le relative conseguenze di due testi autonomi che però nel loro complesso genererebbero un deriva accentratrice dei poteri legislativi.

Questo termine purtroppo è calzante anche per quanto riguarda il mondo della professione, più precisamente, almeno per ora, per gli architetti e la questione dei crediti formativi e le eventuali sanzioni disciplinari. Al riguardo gli ingegneri, avendo una regolamentazione diversa (cosa per altro assurda essendo lo stesso d.P.R.) ancora non hanno definito alcun orientamento.

DI COSA STIAMO PARLANDO?

Proprio in questi giorni il Consiglio Nazionale degli architetti e gli ordini provinciali hanno portato a conoscenza i propri iscritti delle conseguenze relative al mancato conseguimento dei crediti formativi.

Dal 1° gennaio 2014 gli architetti iscritti all’albo, ai sensi del d.P.R. n. 137/2012 hanno l’obbligo dell’aggiornamento professionale continuo e devono pertanto acquisire 60 crediti formativi professionali (CFP) nel triennio 2014-2016, di questi 12 CFP devono riguardare temi delle discipline ordinistiche. Il 31 dicembre 2016 scadrà il primo triennio formativo ed Consiglio Nazionale degli architetti si è posto l’interrogativo su come comportarsi al riguardo per evitare per altro che i consigli di disciplina provinciali assumano posizioni differenti e, di conseguenza, avere un orientamento uniforme su tutto il territorio nazionale.

LA DECISIONE DELLA CONFERENZA DEGLI ORDINI DEL 22 LUGLIO 2016

Alla luce di questa riflessione nella conferenza degli orini del 22 luglio 2016 si è giunti ad una serie di conclusioni poi approvate dal Consiglio Nazionale nella seduta del 7 settembre 2016

Secondo tale delibera il mancato rispetto dell’obbligo formativo  si incorre per il mancato rispetto dell’obbligo formativo.

  • fino al 20% di CFP mancanti (12 CFP) = CENSURA
  • oltre il 20% di CFP mancanti = 1 GIORNO DI SOSPENSIONE PER OGNI CREDITO MANCANTE

LE CONSEGUENZE

Non voglio entrare nel merito se sia giusto o meno l’obbligo della formazione, sul fatto che se la formazione che si propone realmente è tale e se sia giusto arrivare alla sospensione, la mia riflessione invece vuole evidenziare invece le conseguenze di questa scelta a prescindere che sia condivisibile o meno.

Aldilà degli effetti diretti di una eventuale sospensione, per i quali il professionista non potrà esercitare la professione c’è un aspetto non immediatamente percepibile che però produce un danno enorme ai professionisti iscritti ad Inarcassa.

Una recente nota dell’ente previdenziale degli architetti ed ingegneri infatti ha chiarito che «L’iscrizione a Inarcassa è obbligatoria per tutti gli Ingegneri e gli Architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità. La sospensione dall’Albo impedisce di fatto l’esercizio della professione e fa perdere, seppur temporaneamente, uno dei requisiti di iscrivibilità a Inarcassa. La procedura sanzionatoria rimane in capo all’Ordine, le cui disposizioni hanno conseguente riflesso anche sulla posizione previdenziale. Pertanto il professionista viene cancellato da Inarcassa dal giorno della sospensione, per tutto il periodo determinato dall’organo consiliare dell’Ordine».

fonte: professione architetto

L’EFFETTO DIROMPENTE: LA PERDITA DI ASSISTENZA

Aldilà della perdita di anzianità contributiva espressa in 365esimi che di fatto è trascurabile l’effetto dirompente è la perdita dei requisiti primari di assistenza relativi all’inabilità temporanea.

Infatti tra i requisiti primari per poter ottenere l’indennità di inabilità temporanea c’è quello di essere iscritto al momento della richiesta, almeno per tre anni continuativi. Tali sospensioni quindi, anche per un solo giorno, produrranno agli architetti iscritti ad Inarcassa la perdita di assistenza relativa all’inabilità temporanea per i tre anni successivi dalla fine della sospensione. Ecco l’effetto del combinato disposto: un danno assistenziale enorme grazie al quale molti professionisti si potranno ritrovare soli e senza aiuto nel momento di massimo bisogno, ovvero quando si è vittima di incidenti o gravi eventi morbosi non si avrà diritto al alcun sussidio.

PRINCIPIO ASIMMETRICO

Tale danno per altro produce una asimmetria sia rispetto agli ingegneri, i quali, almeno per il momento non hanno ancora deliberato sospensioni, sia rispetto ai colleghi architetti che si trovano in gestione separata Inps (ovvero gli architetti e gli ingegneri titolari di un rapporto di lavoro subordinato e per questo soggetti ad altra forma di previdenza obbligatoria) che invece continuano a godere dei privilegi assistenziali.

MA TALE NORMA E’ LEGITTIMA?

Per concludere l’ultima riflessione sulla legittimità di tale norma.

Aldilà del non trascurabile fattore discriminante, secondo cui il combinato disposto colpisce solo una parte di professionisti ovvero gli architetti iscritti ad Inarcassa, tale norma secondo il mio personale parere non può essere prescrittiva ma al più solo indicativa in quanto gli unici soggetti deputati a definire le sanzioni e la loro relativa entità sono esclusivamente i consigli provinciali di disciplina. Di fatto la delibera del Consiglio Nazionale va a prevaricare e superare legittimo diritto delle strutture territoriali votate esclusivamente a tale funzione. Infatti se andiamo a rileggere il d.P.R. 137/2012 che regola il codice deontologico all’rt.8 comma 1 leggiamo:

Presso i consigli dell’ordine o collegio territoriali sono istituiti consigli di disciplina territoriali cui sono affidati i compiti di istruzione e decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all’albo.

E’ chiaro quindi che gli unici organi che possono decidere riguardo la misura delle sanzioni sono proprio i consigli di disciplina provinciali i quali, a mio avviso potranno anche non tenere conto della delibera del consiglio Nazionale degli Architetti.

Alla luce di quanto esposto, fermo restando che è certamente di buon senso avere un unico orientamento, ed aggiungerei non solo relativamente ai crediti formativi ma anche riguardo altre infrazioni deontologiche,  sarebbe utile un approfondimento coinvolgendo magari i presidenti di tutti i consigli di disciplina provinciali e condividendo tale posizione anche con gli ingegneri in modo da evitare asimmetrie e diversi “trattamenti” a seconda del titolo.

One Comment

  1. Una simile modifica del codice deontologico, doveva avere autorizzazione ministeriale al pari del delle modifiche al regolamento ed essere pubblicata per informare in tempo utile gli iscritti e dare loro l’opportunità di eventuali osservazioni, prima dell’approvazione finale.
    Pertanto tale modifica è mio parere illegittima!

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