Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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IL CENTRODESTRA CHE NON C’È – STORIA DI UNA COALIZIONE IN ETERNO CONFLITTO

Una “relazione complicata”, così potrebbe essere definito ai tempi di Facebook il rapporto tra Lega e Forza Italia.

25 anni di soap opera che iniziano dalla prima metà degli anni ’90 in cui la Lega Nord di Umberto Bossi, Forza Italia di Silvio Berlusconi ed Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini si presentano uniti sotto il cappello del Popolo delle Libertà alle elezioni politiche del 1994.

Il Governo delle Libertà e della Lega di Roma ladrona tra le primissime misure vara il decreto Biondi, più noto con l’appellativo “decreto salva-ladri” che abolisce la custodia cautelare limitandola ai casi di omicidio e ai reati associativi (mafia, terrorismo) aprendo le porte del carcere per molti degli imputati delle inchieste di Tangentopoli. Con la prima finanziaria di autunno arriva il taglio delle pensioni che mobilita tutti i sindacati. Erano 20 anni che non si rivedeva tanta gente riversa nelle piazze italiane. Non si arriva neanche a Natale che Bossi decide di mollare Berlusconi e così un governo forte di un consenso elettorale superiore al 42% va a casa dopo pochi mesi dando così l’avvio col Governo Dini, (sostenuto dalla Lega e con AN e FI all’opposizione) ad una serie di governi tecnici che caratterizzeranno la politica italiana per i futuri 25 anni.

Nel 1996 si rivà al voto, questa volta Lega Nord e Forza Italia si presentano divise e vince Romano Prodi di misura, per poi dopo due anni e mezzo cadere e subire un rimpasto con D’Alema nuovo Presidente del Consiglio che va avanti con estrema fatica (governo D’Alema I e D’Alema II) fino ad arrivare ad un nuovo Governo tecnico guidato da Giuliano Amato famoso agli italiani  per la più imponente manovra finanziaria dal dopoguerra pari a  100.000 miliardi di lire,  e il prelievo forzoso del 6‰ dai conti correnti delle banche italiane avvenuto nell’estate del 1993.

Nel frattempo Lega e Forza Italia all’opposizione ristringono nuovamente i rapporti e dopo 6 anni tornano a percorrere la stessa strada con il patto del mattone siglato grazie alla mediazione di Giulio Tremonti. Così nel 2001 si ripresentano insieme vincendo le elezioni e governando fino al 2006 grazie anche al rimpasto del 2005 con il quale si unisce al governo anche il PSI. Sono gli anni della crescita economica zero, del deficit/PIL oltre il 3% e della crescita incontrollata del debito pubblico.

Dopo un quinquennio travagliato, arrivano le elezioni del 2006, Forza Italia crolla e la Lega non riesce a recuperare.

E così che nel 2006 ritorna la Sinistra al Governo con Prodi che vince ancora una volta di misura contro la coalizione di centro destra ma con una maggioranza utile per governare alla camera garantita dal premio di maggioranza assegnato dalla nuova legge elettorale votata dal centro destra, il famoso Porcellum, ma con una maggioranza esigua in Senato. Un destino incerto che non presagivasce un futuro sereno per il Governo Prodi che infatti cade dopo appena due anni di Governo. Una caduta che apre inchieste sulla compravendita di senatori, una pagina nera della storia della nostra Repubblica. La storia si ripete con il suidicio politico dell’Ulivo.

Lega e a Forza Italia stringono nuovo accordo il patto della Padania sempre grazie a Tremonti e Forza Italia cambia il nome in Pdl ma non nella sostanza, un make up tuttavia sufficiente, grazie ad una sinistra disastrata, a riportare nel 2008 per la quarta volta Berlusconi e la Lega Nord al potere stravincendo contro la sinistra di Veltroni ed il CDU di Pierfrancesco Casini, prima alleato di Berlusconi e poi nel 2018 candidato col PD.

Parallelamente nel 2008 sempre Lega e FI si ritrovano alleati part time con la Lega che nelle regioni del centro nord si presenta col proprio simbolo.

Non appena al Governo le due forze politiche si ritrovano nuovamente divise con Berlusconi che vuole la riforma della giustizia mentre Bossi spinge l’acceleratore sul Federalismo. Alla fine non arriva nessuna delle due riforme, la Legislatura non arriva alla sua naturale conclusione ma con 3 anni, 6 mesi ed 8 giorni il Berlusconi IV diventa il Governo più longevo della storia della Repubblica italiana fino all’arrivo della drammatica estate del 2011 in cui si perde il controllo dello spread e Napolitano decide di staccare la spina per mettere al Governo un nuovo tecnico, questa volta Mario Monti, famoso per le misure di austerità e la riforma Fornero, per poi passare senza elezioni ad un Governo di sinistra al Governo Letta.

Le strade per Forza Italia e Lega si dividono ancora una volta con Berlusconi che decide di sostenere il governo di grande coalizione guidato da Letta (il grande inciucio) mentre la Lega Nord di Roberto Maroni passa all’opposizione. Nel 2011 la Lega Nord decide di allearsi con PdL solo nelle grandi città, mentre nelle piccole i due partiti di centro destra si presentano da soli. Nel 2012 la Lega partecipa alle competizioni elettorali da sola ma alle politiche del 2013 Lega e Forza Italia di nuovo insieme.

In breve tempo si arriva al rampante rottamatore Matteo Renzi che scippa la Presidenza del Consiglio a Letta senza passare al voto inaugurando, con.la dichiarazione di diventare Presidente del Consiglio solo passando per le elezioni, la serie di bufale che lo cotraddistingueranno e che ne causeranno il veloce declino in favore di Paolo Gentiloni.

La storia recente la ricordiamo tutti con i due partiti nuovamente insieme appassionatamente come novelli e fedeli sposini. Nel 2018 scompare Nord dal simbolo della Lega che con Berlusconi e FdI si presenta per Governare, per poi ritrovarsi ancora una volta divisi, in Parlamento ma dichiarando contestualmente di far parte della stessa coalizione.

Ciò che accade nel Governo nazionale in scala minore succede anche nelle regioni e così ora in Abruzzo da mesi è ripartito il tira e molla con Forza Italia che inciucia col Partito Democratico spartendosi le poltrone dell’AGIR e concordando una legge elettorale regionale sempre con i “democratici” mentre la Lega tuona minacciosa forte di un consenso nazionale senza precedenti ma tutto da dimostrare sui territori.

Rileggendo la storia il finale già lo possiamo intuire con i due partiti di centro destra che alla fine, per cercare di vincere le elezioni, ingoieranno ancora una volta il rospo sperando insieme di avere la maggioranza per poi capire come fare a governare la Regione Abruzzo. Ma aldilà dei numeri quello che è chiaro è che anche il centro destra non esiste più o meglio, probabilmente non è mai esistito, se non per interessi elettorali, dalla fine della prima repubblica. Il dato oggettivo è che a pochi mesi dalle elezioni regionali non esiste neanche un candidato condiviso. Ma gli abruzzesi crederanno ancora al centro destra? crederanno ancora che questo schieramento politico riuscirà a mantenersi in piedi per 5 anni se ancor prima di partire non vi è alcun indizio di equilibrio? Lo vedremo presto, la campagna elettorale per le regionali è alle porte.

AGGIORNAMENTO DEL 11/08/2018

Notizia di oggi battuta su tutti i quotidiani nazionali è che la Lega sembra aver deciso di correre da sola. La sostanza non cambia, anzi,  conferma che il centro destra unito negli ultimi 25 anni non è mai esistito se non come accordo di interesse elettorale.

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