Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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LA SVOLTA DELL’EQUO COMPENSO PER GLI ARCHITETTI E GLI INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI

equocompenso cover

Dopo oltre un anno durante il quale la Fondazione Inarcassa chiedeva a gran voce l’introduzione dell’equo compenso, finalmente la commissione Bilancio del Senato dice sì all’emendamento accogliendo così la volontà di rendere universale quel principio inizialmente riconosciuto solo agli avvocati. Il decreto scadrà il prossimo 15 dicembre e dovrà poi  essere esaminato dalla Camera per l’approvazione definitiva.

Quella che sembra una legge epocale per la nostra professione, alimenta comunque sospetti e scetticismo nel mondo della professione sulla reale efficacia ed applicazione basata sul fatto che tutto possa essere reso nebuloso e come possa essere realmente definito equo o non equo un compenso. Ma questa paura di una legge farsa, soggetta ad ampia interpretazione viene smentita dal Presidente della commissione Maurizio Sacconi il quale definisce il compenso equo come un «proporzionato alla quantità  e alla qualità  del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione professionale». Sacconi aggiunge inoltre che la misura verrà definita dai parametri minimi vigenti, pertanto, al di sotto di tali parametri il compenso sarà definito iniquo e pertanto nulle le clausole contrattuali che collocheranno la remunerazione al di sotto di tali parametri.

Il riferimento dei parametri vigenti pertanto, di fatto, equivale ad una reintroduzione dei minimi tariffari abrogati da Bersani.  Inoltre, sempre per evitare ulteriori incertezze amministrative,  viene individuato nel giorno della prestazione il momento da cui decorre il termine di prescrizione della responsabilità  civile dei professionisti.

La norma coinvolge in generale tutte le libere professioni, ovvero circa 4 milioni e mezzo di professionisti, chi fa parte di un ordine professionale, come gli avvocati o di un collegio, come i geometri, oppure è riunito in associazione, come gli infermieri.

Con questa legge si archivia definitivamente l’assurda sentenza del Consiglio di Stato relativamente al bando del Comune di Catanzaro che giudicava legittimo il compenso pari ad 1 euro giustificandolo sul potenziale ritorno d’immagine. Forse proprio questo avvenimento offensivo per la libera professione è diventato fondamentale in quanto ha fatto emergere le criticità e l’assoluta deregulation che oggi vige nel mondo della libera professione. Senza questa assurdità non sarebbe nata la campagna virale #sevalgouneuro attivata dalla Fondazione Inarcassa che ha acceso i riflettori proprio mentre si discuteva del compenso di noi professionisti in Senato. Di fatto un avvenimento nefasto si è trasformato per la nostra categoria della goccia che ha fatto traboccare il vaso ormai colmo da anni raggiungendo un risultato inaspettato.

Un ulteriore punto importante della legge è il limite temporale che viene stabilito in 60 giorni dalla data di emissione della fattura ed entro i quali i professionisti dovranno essere pagati.

Questa legge potrà definitivamente archiviare le gare al ribasso, almeno nei lavori pubblici, in quanto come è attualmente scritto l’emendamento, si escludono le prestazioni  a privati.

testoequocompenso copiaQuesto “dettaglio” è facilmente comprensibile dalla foto in alto del testo definitivo approvato il quale, così come è stato formulato, è chiaro che verrà applicato solo nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Con il committente privato rimane tutto come ora. Una vittoria a metà quindi, anche se in realtà tutti noi professionisti sappiamo che anche quando c’erano i minimi, di fatto erano applicati solo nei lavori pubblici. Ora attendiamo che il Decreto Fiscale 148/2017 diventi legge dopo il passaggio alla Camera.

Fondamentale sarà il decreto attuativo che stabilità i parametri che verranno aggiornati ogni due anni in accordo con gli Ordini Professionali e le associazioni di categoria. Attendiamo con tredipazione

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