Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

Foto

in Previdenza

L’APPROFONDIMENTO: IL FUTURO DI INARCASSA E’ IN PERICOLO?

In questi giorni si è scritto molto sul futuro di Inarcassa.  Sui social, in particolare, ha girato una petizione di ALA Asso Architetti, poi il mio post riguardo i rischi sulla eliminazione di Inarcassa, infine ieri un articolo su Ingenio a firma di Giuseppe Bassi (Inarsind) il quale invita ad evitare inutili allarmismi. Il collega delegato Inarcassa riprende in particolare la petizione sopracitata ne evidenzia alcuni aspetti di criticità, in particolare il fatto che non sia nulla di nuovo ma una vecchia proposta del 2014.

Per fare chiarezza  però dobbiamo andare oltre quella proposta di legge (n°2100 del 2014). Nel mio precedente post ho volutamente omesso tutta una serie di riferimenti perchè il mio intento era semplicemente quello di stimolare una riflessione. Vista la confusione che si sta generando forse a questo punto è opportuno anche un approfondimento tecnico sull’attività parlamentare in essere.

In queste settimane si è riattivata un’attività parlamentare che prende in considerazione le cassse private nate con  il decreto legislativo 509 del 1994. In particolare si sta occupando del tema la COMMISSIONE XI LAVORO PUBBLICO E PRIVATO della Camera dei Deputati. La commissione è costituita da 52 membri ed è presieduta dall’On. Cesare Damiano (PD), ha come vicepresidenti Renata Polverini (PDL) e l’On. Walter Rizzetto (M5S), a questo link sono presenti tutti i componenti. Esiste poi un comitato ristretto nato alla fine del 2015 del quale non sono reperibili informazini circa i membri che lo compongono: link. Questo comitato sta lavorando sul tema della previdenza affrontanto vari temi dalla flessibilità in uscita all’equità di tratamento tra uomini e donne, all’elezione del Presidente Covip… Oltre questi temi c’è un dibattito in corso sull’eliminazione delle casse private. In particolare si è arrivati a due risoluzioni:

la  prima risoluzione, a firma dell’On. Titti Di Salvo (SEL_PD) propone una fusione di tutte le casse private in un’unica super cassa:

RISOLUZIONE 7/00885 DEL 22/01/2015 COMMISSIONE XI LAVORO PUBBLICO E PRIVATO

la  seconda risoluzione, a firma dell’On. Marco Baldassare (M5S) propone invece l’eliminazione di tutte le casse private per farle confluire in INPS:

Esiste anche una precedente risoluzione presantata  dall’On. Roberta Lombardi (M5S) che non si allontana dalle proposte di quella di Baldassarre:
Nella riunione del 2 Febbraio 2016 l’On. Lombardi chiede che la Commissione approfondisca la questione anche attraverso un ciclo di audizioni di soggetti che operano nel settore. La propopsta viene accolta favorevolmente dal Presidente Damiano. Prima delle audizioni il Presidente Damiano suggeriscecirca l’opportunità di discutere congiuntamente le varie risoluzioni.  Nella stessa Seduta interviene anche l’On Marco Baldassarre per illustrare la propria risoluzione, si sofferma in modo particolare sulla necessità di superare il contrasto tra le interpretazioni vertenti sulla natura giuridica degli enti previdenziali privatizzati. Si tratta di un passo importante, in quanto consentirebbe di individuare con certezza le disposizioni legislative applicabili a tali enti, soprattutto in materia di controlli. Ricorda l’importanza della sentenza n. 6014 del 2012, con la quale il Consiglio di Stato ha riaffermato la natura pubblicistica dell’attività di previdenza e assistenza svolta dalle casse, limitando l’aspetto privatistico alla loro organizzazione. Rileva la scarsa incisività del sistema dei controlli cui sono soggetti gli enti privatizzati, richiamando, ad esempio quelli esercitati dalla Corte dei conti, eccessivamente lontani nel tempo rispetto agli atti sottoposti a verifica. Auspica l’applicazione agli enti privatizzati del medesimo sistema di controlli cui sono soggetti gli enti pubblici di previdenza, richiamando, a tale proposito, il caso delle sedute degli organi di amministrazione dell’INPS, a cui partecipa un magistrato contabile. Tale omogeneizzazione dovrebbe riguardare, a suo avviso, anche le tutele riservate agli iscritti delle casse, prima che si renda necessario un intervento di salvataggio da parte dello Stato, nel caso di fallimento o di squilibri di bilancio. A tale proposito, l’Onorevole ipotizza di prendere in considerazione la confluenza di tutti gli enti privatizzati di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994, con i relativi patrimoni immobiliari, anche se conferiti a fondi immobiliari gestiti da società di gestione del risparmio di qualsiasi tipo, nell’attuale gestione separata INPS. Si augura, infine, la prossima adozione del decreto ministeriale, previsto dal comma 3 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, per la disciplina del controllo sugli investimenti, anche di natura immobiliare, delle casse. Auspica, quindi, che la Commissione possa trovare una posizione comune, consapevole del fatto che è necessario puntare a obiettivi ambiziosi per poter almeno ottenere risultati più modesti.
Quest’ultimo passaggio fa emergere una piena consapevolezza dei membri della commissione su quanto non sia semplice portare avanti queste proposte; mirare in alto per ottenere almeno un maggiore controllo sulle casse 509. Non è dato sapere o prevedere le conclusioni della Commissione. Il ciclo di audizioni potrà permettere ai rappresentanti delle casse private come Inarcassa di chiarire una serie di nodi importanti, tuttavia non dobbiamo sottovalutare questa attività parlamentare in quanto le risoluzioni servono a definire gli indirizzi dell’azione del Governo ed i 107 miliardi di euro (dato aggiornato al 31/12/2012) in capo alle 15 casse private sono un bottino molto appetibile per il Governo, soprattutto in questo momento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.