L’APPROFONDIMENTO: IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI, IL PESO DELLE LOBBY ED IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO INARCASSA – Diario Quotidiano
 
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Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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L’APPROFONDIMENTO: IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI, IL PESO DELLE LOBBY ED IL CONTRIBUTO INTEGRATIVO INARCASSA

In queste settimane il tema caldo delle professioni tecniche è stato la stesura ed approvazione del Dlgs n. 50 del 2016 meglio noto come Nuovo Codice degli appalti. Un articolato molto complesso al cui interno vengono rivoluzionate le procedure, le modalità di affidamento ed i principi delle scelte alla base delle gare d’appalto.

Una riforma storica per il comparto edilizio, ultimo passaggio dopo tante leggi che hanno visto luce nel nostro paese; solo la Merloni dal 1994 è stata riformata ben 4 volte per poi arrivare alla 443 del 2001, la famosa legge obiettivo, ed il più recente dpr 163 nel 2006 che attualmente regola la norma insieme al dpr 207 del 2010.

Il regista principale e controllore del nuovo codice sarà l’ANAC considerata ormai la panacea per risolvere tutti i mali di questa Italia.

La principale novità  è il passagio dal massimo ribasso all’offerta economicamente più vantaggiosa. ma ci sono novità anche per quanto riguarda Il BIM che inizialmente sembrava obbligatorio per le grandi infrastrutture diventa per il momento facoltativo.

Ma la notizia che più di tutte ha prodotto molte preoccupazioni ed un certo sconcerto tra i liberi professionisti è quella battuta dal quotidiano del Sole24Ore Edilizia e Territorio e poi ripresa da moltissime testate.  Nell’interessante articolo a firma di Giuseppe Latour, viene segnalato un'”apparente” dimenticanza all’interno del maxi decreto ovvero il riferimento alle società di ingegneria ed il loro obbligo ad inserire in fattura a carico del committente il 4% del contributo integrativo.

In effetti Il Dlgs n. 163 del 2006, nella sezione che disciplinava le società (Capo IV art.98 comma 2) era scritto “ai corrispettivi relativi alle predette attività professionali si applica il contributo integrativo qualora previsto dalle norme legislative che regolano la Cassa di previdenza di categoria cui ciascun firmatario del progetto fa riferimento in forza della iscrizione obbligatoria al relativo albo professionale“.

Nel nuovo Codice, il Dlgs n. 50 del 2016, all’articolo 46 invece non c’è più alcun riferimento al contributo integrativo.

Una differenza sostanziale come giustamente segnalato dal Sole24Ore che produrrebbe una significatica diminuzione delle entrate dei contributi nelle casse previdenziali dei liberi professionisti. Come evidenziato nell’articolo, Inarcassa perderebbe oltre 50 milioni di euro l’anno di contributi e questo si tradurrebbe quindi in un indebolimento delle entrate a scapito quindi delle pensioni dei liberi professionisti.

Oltre questo aspetto meramente economico e di sostenibilità della nostra cassa ci sarebbe la beffa, ovvero l’aspetto legato alla concorrenza sleale che si prefigurerebbe tra le società di ingegneria ed i liberi professionisti architetti ed ingegneri che dovrebbero continuare ad inserire il 4% del contributo integrativo in fattura. Una differenza che favorirebbe le società di ingegneria le quali, a parità di offerta economica sarebbero avvantaggiate con la committenza finale di un bel 4% in meno e sappiamo quanto tale soglia possa essere determinante per l’aggiudicazione di un incarico.

In questi giorni a tal proposito grazie all’iniziativa di un folto gruppo di delegati Inarcassa è partita una petizione per contestare questa pericolosa omissione nel nuovo codice appalti.

ma le cose stanno proprio così?

E’ abbastanza chiaro che la dimenticanza è improbabile che sia  casuale e per questo è opportuno tenere alta l’attenzione. La preoccupazione che emerge è che le lobby del comparto edilizio legate alle gradi società di ingegneria possano aver spinto ad eliminare questo piccolo dettaglio. Non possiamo certo sapere se effettivamente l’OICE o altre associazioni abbiamo fatto pressioni al riguardo, ma è logico che i loro rappresentati avranno certamente gioito alla notizia. Ma davvero questa dimenticanza esenterà le società di ingegneria dal contributo integrativo?

La rispota è CERTAMENTE NO.

Certamente no perchè l’obbligo del versamente del contributo integrativo delle società di ingegneria è stabilito dai regolamenti delle casse prevideziali che per altro, prima di entrare in vigore, vengono approvati dai ministeri vigilanti. In particolare secondo quanto stabilito dall’art. 5 comma 2 del Regolamento Generale di Previdenza 2012: “La maggiorazione di cui al presente articolo deve essere applicata anche dalle associazioni o società di professionisti nella stessa percentuale del volume di affari ai fini dell’I.V.A. di cui al comma 1 del presente articolo, mentre il relativo obbligo di versamento ad INARCASSA grava sul singolo professionista, associato o socio. Le società di ingegneria sono tenute ad applicare la medesima maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari I.V.A. relativi alle attività professionali ed a versarne il relativo ammontare ad INARCASSA.

C’è inoltre da sottolineare un altro aspetto: che ci sia un riferimento o meno all’interno del codice degli appalti questo rimane tale in quanto il nuovo codice appalti legifera riguardo le procedure di appalto e sarebbe davvero una novità se all’interno ci fossero articoli che riguardano la previdenza. Il precedente dettato è un semplice riferimento che rimanda ai regolamenti approvati dai ministeri e pertanto può essere anche omesso. C’è inoltre da sottolineare che, se volessimo per assurdo far passare questa ipotesi, allora questo esonero varrebbe non esclusivamente le società di ingegneria ma i professionisti tutti in quanto anche loro presenti nello stesso articolo tra gli operatori economici ed anche al riguardo non c’è alcun riferimento al contributo integrativo. Vogliamo credere quindi che l’assenza di un semplice riferimento cancelli un articolo del Regolamento Generale di Previdenza degli architetti ed ingegneri approvato dai Ministeri?

In conclusione sarebbe davvero curioso che negli stessi giorni in cui i ministeri vigilanti bocciano ad Inarcassa la riduzione delle sanzioni legando tale scelta al fatto che sanzioni troppo leggere  rischierebbero di incentivare al non pagamento dei contributi (e quindi potrebbero minare la solidità della cassa), allo stesso tempo invece stralciassero dal Nuovo Codice appalti il pagamento dei contributi integrativi alle società di ingegneria, con l’aggravante che, mentre le sanzioni non incidono sulla sostenibilità in quanto non vanno a montante, i contributi integrativi, almeno in una quota parte, influiscono sui bilanci.

in conclusione cosa succedera?

Nei prossimi giorni verranno rese note le linee guida del nuovo codice appalti e non è escluso che all’interno verrà esplicitato un chiarimento al riguardo. In ogni caso essendo il nostro regolamento chiaro è naturale che le società di ingegneria che non verseranno il contributo integrativo ad Inarcassa verranno sanzionate. Per altro trattenere somme relative ai contributi integrativi, essendo versate dalla committenza, rappresenta oltre che un’inadempienza previdenziale, una vera  e propria appropriazione indebita punibile anche dal punto di vista penale. E’ chiaro quindi che le società di ingegneria che non pagheranno il contributo integrativo appellandosi all’assenza di questo riferimento diventeranno morose e, se lo riterranno opportuno, potranno appellarsi facendo causa ad Inarcassa con esiti certamente improbabili.

Confidiamo quindi che nelle linee guida del decreto legislativo verranno fugati tutti i dubbi per non alimentare quelli che appaiono solo strumentali pretesti.

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