Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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Porta Fortuna

Se fosse vero il detto che porti fortuna allora la città di Pescara sarebbe tra le più fortunate al mondo. Invece sembra che la cattiva sorte si sia accanita contro la nostra città: prima lo scandalo della rottura del collettore principale del depuratore questa estate, poi un inverno all’insegna degli odori nauseabondi del sansificio, poi ancora  la scoperta di quasi 50 scarichi abusivi che riversano nel fiume direttamente feci e urine di migliaia di persone. Ma si tratta di tante casualità oppure c’è qualcosa che non va?

Se anche il Palazzo del Municipio, il luogo dove la politica vigila e delibera, anch’esso versa direttamente in mare, allora  comprendiamo  che probabilmente i problemi del nostro fiume e quindi, del nostro mare, non sono casuali ma profondi e radicati.
Purtroppo il Municipio non è  l’unico edificio pubblico che versa liquami direttamente nel fiume, recentemente abbiamo avuto notizia di una mega fogna che parte dalla stazione centrale e nel percorso è intercettata da allacci abusivi di migliaia di abitazioni. Nessuna sorpresa purtroppo, perché tutto questo accade da decenni. E’ questo il punto, non è una novità e nemmeno un segreto, almeno per chi ci ha amministrato fino ad oggi.

Non possiamo accollare la responsabilità degli scarichi abusivi solo ed esclusivamente a Marco Alessandrini e la sua amministrazione ma a tutti i sindaci che l’hanno governata negli ultimi 20 anni. La responsabilità della salute del nostro fiume, e quindi del nostri mare, non ha un colore politico ma democraticamente riguarda destra e sinistra e per questo trovo piuttosto ridicolo questo rimpallo di responsabilità quando quegli scarichi erano lì da Alessandrini, andando a ritroso a Mascia, D’Alfonso, Pace, ecc…

Ora però siamo arrivati probabilmente al limite.  Se per la rottura del collettore di questa estate possiamo accollare le responsabilità all’attuale Sindaco che ha tenuto nascosto e poi mentito ai suoi cittadini allo stesso tempo questa amministrazione è la prima che, almeno sulla carta, ha deciso di affrontare questa emergenza e per questo, se realmente affronterà e risolverà il problema, potrebbe essere l’unica a riscattarsi dalla colpa di aver ignorato questa annosa vergogna.

Possiamo sperare che un giorno il nostro fiume torni trasparente ed il nostro mare azzurro ed incontaminato?

Durante la seconda guerra mondiale Londra subì massicci bombardamenti che distrussero gran parte della rete fognaria compromettendo la salute del Tamigi, già profondamente inquinato fin dalla fine dell’800. Nel 1957 il Museo di storia naturale di Londra dichiarò il Tamigi  “biologicamente morto”: c’era troppo poco ossigeno perché gli animali potessero riuscire a sopravvivere. Dal 2005 è iniziata una incisiva azione di bonifica ed oggi le acque del Tamigi nel cuore di Londra sono vicine al livello di potabilità. Nel letto del fiume vivrebbero oltre 120 specie di pesci, oggi è possibile vedere perfino foche, salmoni ed alcune specie di balene.

Se gli inglesi ci sono riusciti col Tamigi il cui bacino idrografico è abitato da 15 milioni di abitanti, noi abruzzesi possiamo riuscire a far risorgere il piccolo Pescara?

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