Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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SULLA PORTA DEL MARE DI FRANCO SUMMA

Franco Summa è certamente un artista indiscusso, frutto della nostra terra, che ha prodotto opere d’arte ed installazioni che ho sempre visto con ammirazione. ma… c’è un grande “ma”, che viene dopo queste considerazioni e che non riguarda la stima verso l’artista o la qualità della proposta. Anzi, a ben vedere, ci sono diversi “ma” che nascono da una serie di riflessioni.

Il primo “ma” nasce da un pensiero, quello che non sappiamo più guardare avanti in questa città, anche i nuovi interventi tentano di ancorarsi ad un passato che compromette, nel suo riproporsi, uno sguardo verso il futuro. Se non ricordo male la porta del mare nasceva 25 anni fa come un’installazione, aveva quindi nel suo DNA l’idea di essere un’opera a tempo e per questo fu realizzata anche con materiali finalizzati a quell’idea. Riproporla oggi mi dà l’idea dell’incapacità di guardare avanti, cercando di appigliarci ad un nostalgico passato. Così allo stesso modo pensiamo di rifare il calice di Toyo Ito e magari un giorno, con lo spesso spirito penseremo di ricostruire il Teatro Pomponi e così via. Ogni tempo ha diritto di lasciare un segno del suo percorso e volgersi indietro ripescando dal passato non è certo a mio avviso il modo migliore per trovare una nuova identità di questa città.

Infine il secondo “ma” è il contesto in cui la porta del mare si colloca. Una porta del mare con di fronte non il mare ma la nave di Cascella. Mi sarebbe piaciuto vederla volgersi all’infinito davanti ad un orizzonte azzurro del nostro mare, invece la troviamo defilata, in seconda fila, dopo la nave di Cascella. Lo stesso Franco Summa aveva aspramente e giustamente criticato il famigerato “ponte del cielo” proprio per via della sua posizione, davanti la nave di Cascella poiché ne eliminava il rapporto col mare e la sua ideale relazione trasformandola in un oggetto decontestualizzato arenato sul litorale. Allo stesso modo vedere la Porta di Summa con la Nave di Cascella frapposta tra questa ed il mare mi fa pensare ad un’opera posta nel luogo sbagliato

Infine il terzo “ma” è di carattere metodologico e di opportunità. Con tutto il rispetto per Franco Summa, egli, soprattutto recentemente ha prodotto una serie di opere in città e questa sarebbe l’ennesima per cui credo sarebbe a mio avviso più coretto dare l’opportunità ad altre figure, magari, perché no, per mezzo di un concorso, che dico… concorso, oggi questa parola sembra quasi una bestemmia perché tutto si decide in maniera discrezionale.

Ecco i miei “ma”, ho deciso di condividerli, magari sperando di innescare una serena riflessione.

 

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