Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

Foto

in Architettura

Una mattina di 50 anni fa

Sono passati esattamente 50 anni da quel bagno di fronte la costa di Cap Martin, un tratto di mare che Le Corbusier conosceva perfettamente per la bellezza e per i pericoli. Molti anni prima si salvò miracolosamente dopo che un motoscafo lo investì aprendogli una gamba con l’elica del motore. Si salvo proprio perché era un nuotatore provetto nonostante la gravissima ferita. Amava l’acqua, era il suo elemento naturale e quanto era estate ed era a Cap Martin ogni mattina faceva una nuotata. Negli ultimi anni, vista l’eta, non rimaneva a lungo, lo stesso medico personale lo aveva sconsigliato e lui conosceva perfettamente il suo corpo. Quella mattina, una delle ultime mattine di quella estate del’ 65, Le Corbusier si immerse in acqua e rimase a nuotare per oltre due ore, si spinse in mare aperto, diventò un puntino nel blu, forse aveva deciso di non tornare più…. si lasciò andare in quel lembo di mare che per l’eternità guarda dalla sua tomba.

La tomba di Le Corbusier a Roquebrune-Cap-Martin. Photo Jean-Michel Landecy
La tomba di Le Corbusier a Roquebrune-Cap-Martin. Photo Jean-Michel Landecy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *