VUOTO D’IDEE: VERSO PESCARA 2027 – Diario Quotidiano
 
Diario Quotidiano

Chi sono


Sono un curioso cronico, mi interesso di tutto ciò che riesce a stupirmi. Sono un animale sociale, sto bene con tutti o quasi; cerco sempre di cogliere dagli altri ciò che non sono. Non sono per niente paziente ma quando è necessario so aspettare, come quando smonto e rimonto orologi a palette Solari Udine. Non mi piace perdere tempo, per questo sono disordinato: finchè posso tengo tutto nella mia testa, ogni tanto dimentico ma se accade vuol dire che dovevo perdere qualcosa perchè c'è qualcos'altro di nuovo che è più importante. Nella vita faccio l'architetto, un giorno spero di diventarlo, nel frattempo mi occupo anche di comunicazione e ho creato e sto creando alcune startup. Fino ad ora ho cambiato 12 case e non vedo l'ora di passare alla tredicesima. Vado spesso a piedi ed in bici ed odio i pedoni che camminano sulle piste ciclabili ed i ciclisti che camminano sui marciapiedi. Sono sempre predisposto positivamente verso il prossimo, diffido solo delle persone estremamente ordinate e di chi non ti guarda mai negli occhi. Nella vita ho incominciato a fare qualcosa di cui vado orgoglioso: ho fondato e diretto per 12 anni una delle prime riviste digitali di architettura del web; ho fermato un ecomostro, ho vinto qualche concorso di architettura; ho smesso di fumare e dato il nome al MAXXI . Se riesco ad affrontare tutto con serenità e concentrazione è perchè la mia vita è serena ed appagata, perchè in fondo, sarà retorico dirlo ed ancor più scriverlo, ma è l'amore la cosa più importante, perchè da soli è bello vivere ma condividere è un altro passo!

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VUOTO D’IDEE: VERSO PESCARA 2027

L’area di risulta: con questo nome a Pescara viene indicato un enorme spazio di 13 ettari attualmente occupato da un parcheggio a raso dove in passato insisteva la vecchia stazione ferroviaria ed il suo impalcato ferroviario. Un’area per la quale si sono susseguiti una serie di progetti, concorsi, proposte, tutte inesorabilmente mai arrivate ad una conclusione. Nel 2010 ero Consigliere dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Pescara ed organizzammo con l’allora Commissione Cultura la mostra:”Aree di risulta Stazione Ferrovia Pescara – Diario di 30 anni – da Vuoto a Luogo. 1980-2010“.

L’esposizione era stata allestita nei locali semi interrati dell’Ex_Aurum, attraverso una serie di pannelli in ordine cronologico che ripercorrevano tutti i vari progetti succeduti in 30 anni: ad oggi l’unico vero lavoro documentale completo della storia di questo grande vuoto urbano. Lavorammo duramente per mesi, vennero raccolti praticamente tutti i progetti redatti, dal 1981, anno in cui la pubblica amministrazione bandì un concorso di idee la cui giuria era presieduta da Bruno Zevi, fino al 2009, anno in cui la Fondazione Pescarabruzzo si impegnava a finanziare il teatro “cittadino monumentale metropolitano”. In mezzo decine di progetti ed una raccolta cronologica dei principali articoli comparsi sui quotidiani locali.

Quell’enorme lavoro, invece di rappresentare un punto di partenza per ripensare questa importante area, una volta finita la mostra venne dimenticato. Anche lo stesso Ordine degli Architetti di Pescara negli anni successivi, forse perchè quel lavoro era stato portato avanti da consiglieri “non graditi”, lo snobbò. Il tema dell’area di risulta, nonostante la sua priorità urbanistica, divenne sempre meno interessante, ormai la politica indicava come indispensabile emergenza l’Ex Cofa ed il nostro Ordine allineato veniva a seguito.

Dopo quella mostra non è successo granchè, se non che l’attuale amministrazione ha stabilito come interlocutore referenziale non più l’Ordine degli Architetti ma la Facoltà di Architettura di Pescara.

#VERSOPESCARA2027 é il risultato di questo nuovo asse Alessandrini-Fusero, un evento in vista del centenario della nascita del comune di Pescara. Un protocollo d’intesa dal quale escono interessanti progetti di studenti esposti nelle più belle gallerie dell’Aurum.

Quello che salta immediatamente all’occhio è che tutto il lavoro di 30 anni di professionisti giace a marcire ed i progetti, seppure interessanti, di studenti universitari, diventano il riferimento e l’espressione per disegnare la città del futuro.

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Questo è i risultato della strada percorsa:

http://versopescara2027.comune.pescara.it/

un sito web ancora totalmente in progress. Nessun contenuto significativo, provo a navigare, vado sul post dalle idee ai fatti sperando di trovare qualcosa di concreto e trovo solo una breve frase:”E’ dal 1981 che la città si interroga sugli usi e le potenzialità di questo “vuoto urbano” stesso vale per le altre pagine: COMING SOON.

Sono fortemente perplesso. l’unica cosa che si capisce è lo slogan: RIPROGETTALA TU, l’invito ai cittadini ad inviare proposte per l’area di risulta, all’interno leggiamo:

L’area di risulta deve rinascere, come la vorresti? Manda la tua idea per ridisegnarla e darle un futuro tutto nuovo. Le proposte inviate verranno prese in considerazione e successivamente valutate da un’apposita commissione.

A cosa siamo di fronte? ad un ennesimo concorso di idee aperto a tutti?

La concertazione con i cittadini è fondamentale, per condividere le scelte politiche sul destino di alcune aree della città, ma è questo il metodo corretto? I suggerimenti dei cittadini quale ruolo hanno nella rigenerazione di un’area metropolitana? Come devono essere gestiti i processi? Quale è il ruolo degli architetti? Quale quello della politica? Quale quello della cittadinanza e degli skateholders?

Ci sono molti esempi di urbanistica partecipata da prendere come riferimento, ma quello a cui stiamo assistendo sembra un pasticcio dove si sovrappongono ed invertono i ruoli in modo alquanto caotico. In questo dibattito sono stati invitati, alla fine, anche gli architetti, giovedì 16 giugno infatti presso l’Urban Center ci sarà l’incontro con la pubblica amministrazione. A che titolo siamo stai chiamati? E’ forse ruolo dell’architetto quello di indicare un indirizzo di un’area? Come ho più volte sottolineato è fondamentale stabilire chiaramente cosa fa la politica e cosa fa l’architetto: la politica fa scelte “politiche”, decide quindi il destino di un’area, l’architetto invece pensa a realizzare la migliore soluzione progettuale di quell’area. Non è ruolo dell’architetto quindi la scelta politica del destino di un’area.

Che cosa dovremmo aggiungere a questo dibattito? La risposta a mio parere è semplice:  raccomandarsi e vigilare sui metodi dei processi di trasformazione atti a garantire l’uso dei concorsi internazionali di progettazione, possibilmente più di uno. Un primo concorso per la redazione del master plan sulla base delle scelte politiche della publbica amministrazione, concertate con la cittadinanza ed i pricipali skatholders, come ad esempio le reti dei commercianti. A seguire i concorsi di progettazione delle varie parti dell’area, limitando al massimo gli incarichi diretti e qualora fossero necessari, per questioni di tempo, invitare ad una reale rotazione degli incarichi.

Concludo non potendo nascondere un forte scetticismo sulla scarsa visione urbanistica di questa amministrazione. L’assenza di una specifica figura all’assessorato all’urbanistica si riflette pesantemente sull’assenza di una strategia urbana.  Non esiste una visione unitaria, non si affronta il tema della mobilità sostenibile, si continua a costruire secondo un piano regolatore frutto di continue rettifiche ed inadeguato alla Pescara di oggi.  Si naviga a vista, ma allo stesso tempo si vogliono affrontare scommesse sempre più difficili: è questo il grande paradosso.

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